Sulla solitudine

Personalmente ritengo che la solitudine sia una dimensione della vita umana imprescindibile e ineluttabile. Ma insieme ad altre dimensioni, altrettanto importanti. Mi spiego.

Ineluttabile…

Nasciamo dall’incontro fra due solitudini che nel momento sublime dell’amore e della procreazione si fondono nel darci la vita, ma quando veniamo al mondo e apriamo gli occhi compiendo il primo respiro, ecco che si compie anche il distacco definitivo da quella condizione di benessere estatico del sentirsi parte uno dell’altro.

Da quel momento in poi rimarrà in noi la meravigliosa sensazione di appagamento che abbiamo conosciuto e che continueremo a cercare finché saremo vivi.

La potremo ritrovare, con tale intensità, solo nei momenti di godimento profondissimo ed immenso, quasi impossibile da sostenere, all’apice del piacere che si scatena in un rapporto amoroso, quando di nuovo la nostra solitudine si fonde assieme a quella di un altro, e proviamo ancora quella meravigliosa sensazione d’essere due in uno.

Oppure nel culmine di una assoluta e grandiosa gioia, nell’attimo in cui riusciamo a porci al di sopra delle cose del mondo, e ci sembra di raggiungere e conquistare, ancora una volta nell’esistenza, l’antico sentimento originario di condivisione e di appartenenza ad un tutto.   

Imprescindibile…

Mi chiedo: la vita cos’è, se non l’evoluzione del nostro essere (solitario) posto a confronto con le innumerevoli varietà di relazioni che si intessono con sé stessi e con gli altri, attraverso la materia fisica del nostro corpo e attraverso l’essenza immateriale della nostra anima?

Noi abbiamo bisogno inderogabile di vivere la nostra solitudine poiché è l’unica condizione che ci consente la conoscenza, l’esperienza, l’apprendimento e l’elaborazione indispensabile a mantenerci in vita come esseri, proprio nel senso che concerne il nostro istinto di sopravvivenza, e a maggiore motivo come esseri umani.

Ma subito accanto a tale condizione primaria, troviamo l’altra, ugualmente necessaria per lo sviluppo armonioso del nostro essere umano: la socialità.

Ciascuno di noi ha bisogno degli altri per condividere la propria solitudine e tutto ciò che siamo, pensiamo, facciamo, sentiamo, proponiamo, diciamo, viviamo. L’uomo da che mondo è mondo ha scelto di vivere in branco e questa è divenuta la sua natura.

Preferisce essere legato ad altri, rinunciando a qualche aspetto di una illimitata libertà, pur di avere apprezzamento, divisione dei ruoli, partecipazione, protezione, sicurezza, amore.

Al di là di questi ragionamenti poi ognuno fa le sue scelte.

Oppure a volte non si ha scelta e ci si trova a vivere la propria solitudine come conseguenza di situazioni, anche drammatiche, che non dipendono da noi.

C’è chi sopporta l’essere solo, chi si convince di preferirlo, chi non vede l’ora che passi…

C’è chi sente il bisogno di un compagno o una compagna di strada, chi no…

Chi fa di tutto per trovarlo o trovarla da qualche parte del mondo, e chi aspetta che arrivi…

Così auguro a tutti coloro che lo desiderano, di essere in due.

P@R

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