Lo spazio vuoto che è in noi

“L’operazione da fare quando stiamo male è molto semplice: basta ricordarsi che c’è un luogo segreto dentro di noi, il nostro spazio vuoto.

In quel silenzio invisibile che ci abita, là dove non ci conosciamo, c’è la nostra essenza e assieme la guarigione da ogni disagio.

Perché siamo, principalmente, proprio ciò che non vediamo di noi stessi.

In quel silenzio rarefatto e invisibile che abita ognuno di noi c’è la prevenzione, la cura, la soluzione dei nostri disagi.

(…) Nascondersi è annullarsi, prendere le distanze dal conosciuto, disidentificarsi.

Nascondersi è curarsi, rigenerarsi, lasciar fare al Sé.

Non c’è seme nell’universo che non si occulti per creare la vita di una pianta, di un animale, di un uomo.

Nascondersi è la ricetta di tutte le ricette.

Qualsiasi cosa accada, qualsiasi problema ti affligga, tu nasconditi… e rifugiati nel vuoto. (…)

Ogni tanto faremmo bene a chiederci: – Quanto ‘vuoto’ c’è stato nella mia giornata? – “


 

Daisetsu Teitaro Suzuki

Opera di Rafal Olbinski

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