Il meglio da ogni circostanza, perché ne vale la pena…

  • A quanti di noi è capitato nella propria vita di sentirsi attratti da un’invisibile forza che ci conduce in una direzione, in quella direzione, verso qualcosa o qualcuno, al di là della nostra stessa volontà, al di là del nostro buon senso, di ciò che razionalmente siamo in grado di governare?

    Quasi come fossimo attirati da un’energia magnetica che induce i nostri passi a percorrere vie sconosciute e spesso incomprensibili al momento e che magari rimarranno tali per sempre. Vie che mai avremmo pensato di potere intraprendere e lungo le quali ora ci lasciamo andare.

    E a quanti di noi, al contrario, è capitato di essere spettatori di una situazione del genere mentre accade ad altri, senza riuscire a capirne i motivi?

    La sensazione che ci pervade in questi casi è quella di grande sconcerto e può non essere positiva, volta cioè ad accogliere il nuovo e il diverso nel comportamento dell’altro, soprattutto quando “ciò che accade” si scontra con le nostre convinzioni, con ciò che ai nostri occhi ha valore di bene, di buono, di giusto e, non per ultimo, di opportuno.

    Spesso, quindi, arriviamo ad arrogarci il diritto di trarre considerazioni personali che sono dei veri e propri giudizi nei confronti dell’altro, di frequente con risultati nefasti.

    Oppure, al contrario, se ciò riguarda una persona a noi particolarmente prossima e cara nei confronti della quale pensiamo di non riuscire a dare sostegno e vicinanza, ci portano ad un senso di  smarrimento, di confusione, di impotenza.

    Cosa può aiutarci?

    Null’altro che mantenere la disponibilità ad accettare e a comprendere. A comprendere le persone, prima ancora che le situazioni.

    Comprendere, senza volere o dovere giudicare ad ogni costo.

    Comprendere, al di là del condividere o meno.

    Cercare di capire, abbracciando persino lo sconcerto, l’incertezza, la preoccupazione.

    Sempre con infinita tenerezza.

    Ed anche se siamo noi stessi i protagonisti della nostra censura giudicante, vale a dire se capita a noi stessi di fare difficoltà a capire il nostro alter-ego che scantina dalla retta via.

    Forse questo atteggiamento è uno dei segreti, una delle chiavi spesso celate al nostro approccio quotidiano, per aprire le infinite porte che ci ostiniamo a tenere chiuse dentro di noi.

    Assieme ad una delicata sensibilità e ad una ferma volontà nel fare in maniera che “il meglio” affiori sempre, sempre e comunque da ogni circostanza, anche da quella che subito possa procurarci contrarietà o addirittura sgomento.

    Trovare sempre un motivo, il motivo per cui vale la pena. Nonostante tutto.

    Tanto alte e ideali sono spesso le nostre intenzionalità e tanto aperto è il nostro pensiero, quanto difficile e faticoso è il cammino per cercare di realizzarli e di metterli in pratica entrambi.

    Ma credo proprio che ne valga la pena, sempre…

    Altrimenti cosa ci ritroviamo a fare su questa terra, con questo cielo che ci avvolge tutti in un abbraccio infinito, e con il sole, la luna, e le stelle, con tante persone che brulicano attorno a noi, con il tempo che scorre, con le emozioni e i sentimenti che ci riempiono l’anima, con la mente ed il cuore che ci consentono di capire e di amare?

    Altrimenti cos’è vivere?

     

    P@R

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