Ottomarzoduemiladiciannove

Non sono nelle mie corde le rabbiose rivendicazioni, manifestate con aggressività e rancore, in segno di protesta dell’esercizio di potere che tuttora caparbiamente detiene il genere maschile nei confronti di quello femminile.

Non mi coinvolge neanche un po’ l’affannosa lotta per conquistare una mera parità in un mondo come questo, anziché puntare a valorizzare le diversità profonde di sensibilità, di approccio emotivo, mentale e fisico tra donna e uomo per costruire una valida alternativa di vita e di speranza.

Non trovo nulla di coraggioso e di ammirevole nei confronti delle donne che si fanno strada nella vita adoperando gli stessi mezzi che usano gli uomini per esercitare il loro primato di genere.

Non condivido affatto l’esultanza e le lodi per quelle che possono definirsi, al pari degli uomini, delle donne in carriera, coloro che anziché trovare un proprio modo di essere altro, non fanno che adeguarsi e misurarsi con il maschilismo imperante.

Credo, invece, al valore che uomo e donna hanno entrambi di per sé e al cercare ciascuno la propria strada nel rispetto e nell’apprezzamento dell’altro.

E credo nella connaturata e preziosa compensazione tra il genere femminile e quello maschile.

Credo nell’importanza della diversità, che si manifesta attraverso gli innumerevoli aspetti e le particolari caratteristiche che ogni donna e ogni uomo esprime.

Credo nella collaborazione, nella compartecipazione; nel guardare ciascuno verso la realizzazione dei propri sogni e nel contempo favorire la realizzazione dei sogni dell’altro.

Credo nella comprensione e nella tolleranza reciproca, reciprocamente priva di pregiudizi e di giudizi sull’altro, esente dal diffuso clima di gara permanente volto a conquistare un posto nella graduatoria dei vincenti.

Quindi, la mia speranza per il futuro è che insieme si riesca a salvarsi come esseri umani.

E a salvare il mondo dagli uomini e dalle donne di arroganza, di potere, di malintenzione e di indifferenza, di spirito misero, di animo insensibile, di indole dispotica, insofferente all’eguaglianza, alla libertà e alla giustizia.

P@R