È tutto qui?

Andare avanti.

Magari con incedere meno spavaldo, con passo più calibrato, con fare più tranquillo.

Andare avanti.

A volte con letizia, a volte con le lacrime trattenute a più non posso, a volte piangendo a dirotto e stringendo i pugni.

Altre con un bel sorriso stampato sulle labbra, da ignara e bonaria creatura.

E altre ancora a muso duro, sguardo fiero e bocca amara, senza guardarsi attorno, senza volere che nessuno ti badi.

Non si sa come in certi momenti, eppure si va avanti.

Saltellando, zoppicando, strisciando, camminando, arrampicando, correndo, arrancando.

Andare avanti.

È come un’imperiosa necessità interiore che prende il sopravvento sopra ogni altra cosa.

Sopra al malessere, sopra al dolore, sopra all’apatia, sopra alla rassegnazione. Sopra la gioia, sopra all’amore.

Persino sopra e al di là del volersi lasciare andare.

Sempre avanti.

Verso altri orizzonti, verso nuovi misteri, verso mete sconosciute, verso luoghi d’incanto, verso mille altrove, verso inimmaginabili possibilità.

Il tempo e le cose passate non ci abbandonano mai, sono una presenza costante e ci accompagnano lungo qualsiasi percorso. Li sfioriamo di continuo, come costeggiare un’infinita siepe che si protrae accanto ad ogni cammino che compiamo. Ce li ritroviamo al nostro fianco lungo la via; ci fanno compagnia, ci sostengono a volte, a volte  pesano perché sembra non ti abbandonino mai, a volte proprio per questo ci danno che conforto.

Il presente è l’attimo fuggente che vivi e che vola. Ha il volto di ogni persona che incontri, lo sguardo di chi si ferma ad amarti. È l’occasione che arriva e che parte, il treno che prendi o che perdi. Una carezza che ti sfiora la guancia, un lampo di gioia, l’armonia che raggiungi, il pensiero del nulla e del tutto che è nelle cose. Il volo libero di un gabbiano, lo scalpiccio dei tuoi passi, a volte il caos, a volte un silenzio profondo.

E il tempo futuro sarà fatto di ciò che continui a cercare, di ciò che vai costruendo. Avrà le sembianze che tu gli darai, o che qualcuno disegnerà per te. Prenderà la forma del meglio che attendi o del peggio che temi.

Finché ti accorgerai che, pure essendo il sentiero ogni volta diverso, le strade che di fatto percorri è come se fossero sempre le stesse. Itinerari sotto molti aspetti similari e somiglianti,  che pare continuino a ripetersi, attraversando livelli sempre diversi all’interno di una spirale infinita di andirivieni.

Fino a che in un giorno qualsiasi dei tanti che paiono dipanarsi all’infinito senza mai avere limite alcuno, comincerai a mettere in conto che potrebbe arrivare il tempo degli ultimi giri di giostra.

Ti guarderai intorno e dirai:

– Era tutto qui? È tutto qui? –

– No, non può essere… non può finire così! –

E invece sì!

Com’è cominciato, così termina. E a volte non te ne accorgi neanche…

 

P@R