La macchina del tempo

Incredibile la vita!

In due secondi mi porta indietro nel tempo di decenni, come se niente fosse!

E mi ritrovo a parlare con un vecchio amico, che da moltissimi anni non sentivo più, come se avessi all’improvviso fatto un salto all’indietro nel passato. Come se ancora fossimo due liceali, pieni di speranze, di aspettative, con il mondo in tasca e l’esistenza intera davanti, giusto quello che eravamo quando ci incontrammo l’ultima volta.

D’altronde può essere anche questa una conferma di come il parametro temporale sia relativo e possa variare in base alle situazioni che ci troviamo a sperimentare.

Quando poi la conversazione prosegue e ci intrattiene a curiosare, con una certa vivacità ed eccitazione, l’uno nella vita dell’altro per conoscerne gli avvenimenti che hanno dato direzione e significato alle esistenze di entrambi, c’è modo di tornare piano piano al presente e ci si rende conto di quante cose siano accadute nel lungo arco della vita trascorsa.

È vero che la percezione del tempo è elastica e differente nelle diverse condizioni in cui questo tempo lo trascorriamo.

Come è vero che abbiamo la capacità di allungare e accorciare la nostra cognizione del tempo, a seconda dei riscontri personali più o meno positivi che andiamo vivendo. 

Eppure, in parallelo con la percezione di questa nozione di passato, presente e futuro che abbiamo sviluppato dentro di noi per dare ordine cronologico-spaziale alle vicende umane, avvengono realmente delle trasformazioni riscontrabili dal punto di vista fisico, materiale, cognitivo, intellettuale e via dicendo.  Cambiamenti che avvengono dando concretezza e realtà oggettiva alle conseguenze di ciò che potremmo definire un sistema di pensiero, di un’idea.

Ma è veramente così?

Il tempo, come lo spazio, come la realtà intorno a noi, esiste indipendentemente dalla nostra conoscenza?

Oppure il tempo è un metro, una misura di cui abbiamo bisogno per mantenere dei riferimenti a cui fare capo, per sentirci un po’ meno persi, un po’ meno precari sulla faccia di questa terra?

Mah! Per fortuna (dico io), la vita trova sempre il modo di scompaginare, con un’improvvisa folata di vento, tutte le carte che continuiamo a sistemarci per benino su quel tavolo da gioco che è la nostra esistenza.

Trova sempre, o meglio, spesso (e per chi la vuole intendere!), la maniera di eludere le nostre piccole, a volte tediose, confuse aspettative nei confronti dell’esistenza, per condurci a conoscere altro, per intraprendere nuovi cammini verso un altrove.

E riesce sempre a stupirci, pur se a volte in positivo e altre volte no.

In questa occasione mi ha fatto venire voglia di farmi una gran risata.

Una risata di gusto con la quale celebrare l’andirivieni di questa specie di macchina del tempo che mi ha portato dal presente al passato e quindi di nuovo al presente, così, come schioccar di dita…

… E con una gran bella leggerezza nel cuore!

P@R