La casa è lo stato dell’anima

 

 “C’è nei libri di Carla Stroppa una costante ricerca di avvicinamento alla parte di noi fra la coscienza, guidata dalla ragione, e quella più profonda e nascosta dell’inconscio.

Questa mediatrice è l’anima, che la psicologia analitica osserva e che la letteratura e l’arte valorizzano con la forza dell’intuizione.

Già nei suoi saggi precedenti, come ‘Fantasmi all’opera’ e ‘Il doppio sguardo di Sofia’, abbiamo incontrato l’amorosa attenzione dell’autrice a poesia, narrativa e arte: in questo nuovo libro, ‘Sulla soglia di casa’.

In ‘Abitare tra sogno e realtà’ si accentua felicemente, tanto che vi trovano spazio immagini di artisti classici e contemporanei.

Il tema è tra i più affascinanti e archetipici, per usare il linguaggio della psicologia analitica: la casa, il posto in cui viviamo con la nostra famiglia e ciò che amiamo. Ma non sempre la scegliamo, non sempre ci viviamo bene.

La casa ‘è la figura dell’eterna tensione umana ad avere un rifugio accogliente e nello stesso tempo è la figura della paura di rimanere prigionieri’.

Il saggio, costruito sull’intreccio fra resoconti di sogni, commenti a poesie, testi filosofici e opere d’arte, indaga ciò che racconta alla nostra coscienza l’immagine della dimora ideale, o spaventosa, che nei sogni, con mattoni diversi, riusciamo a costruirci.

La casa, infatti, composta di materia, è pienamente parte del mondo fisico in cui siamo ‘gettati’, spesso non sapendo bene perché.

Da dentro possiamo osservare il mondo senza timore, ma possiamo anche decidere, se è il luogo che abbiamo scelto, di uscirne e di vedere da fuori il nostro, di mondo.

Osservare noi stessi, dunque, è un privilegio che ci permette di scoprire la nostra tensione verso un oltre.

La casa è lo stato dell’anima: non solo ci offre un riparo dalle maggiori paure fisiche, ma rappresenta la nostra necessità di trovare un senso e assume perciò forti valenze simboliche.

Diventa la raffigurazione della nostra vita, che è fatta di cose materiali ma che dialoga con l’assoluto.

Pensatori e poeti hanno saputo esprimere questa tensione tra finito e infinito, come Yves Bonnefoy, che parla di trascendenza ‘in una scodella sul tavolo’.

O come il mistico persiano del XII secolo Sohravardì, che ritrae l’Anima soccorritrice della psiche ferita nella splendida immagine di un ‘angelo purpureo’.

È lo stesso ‘angelo che passa’ nell’istante di silenzio in cui tutto sembra sospeso, in cui ‘l’invisibile si manifesta’ interrompendo la normale percezione delle cose.

I pazienti di Carla Stroppa, spesso dotati di talento artistico, condividono questa capacità di tradurre in poetici simboli la loro sofferenza.

Interpretare i sogni sulla casa, magari originati da traumi, equivale a scoprire i racconti che l’anima fa di sé attraverso ‘simboli che cambiano in continuazione in funzione della storia, ma rimangono eterni nella loro valenza di fondo’.

È smettere di sottovalutare le capacità irrazionali della mente, dare valore alle nostre esigenze invisibili, eppure altrettanto forti di quelle materiali.

Perché l’anima non accetta i limiti imposti da traumi e incomprensioni, né di esserne impedita nel suo volo verso l’assoluto…”

 

Bianca Garavelli – Articolo pubblicato su “Avvenire” il 10/7/2019 in rif. al libro “Sulla soglia di casa” di Carla Stroppa