Festeggiare la Liberazione (in tempo di prigionia)

Questo è certo: avevano una gran voglia di libertà i nostri nonni e i nostri genitori che furono protagonisti della Resistenza e arrivarono a conquistare la “Liberazione” dal fascismo e dal nazismo nell’Italia del 25 aprile 1945.

Sono trascorsi 75 anni da quella data vitale per la costituzione della Repubblica Italiana e benché ormai ad ogni anniversario si tenti da parte di alcuni di smantellarne e minimizzarne il valore, di svuotarne il significato e di inficiarne l’universalità, la ricorrenza della Liberazione è e rimane una delle date fondamentali nel nostro percorso verso la democrazia.

La nostra democrazia. Arruffata e limpida idealita’, contestata e insieme radicata profonda convinzione, ardua e invocata aspirazione, inetta ed eroica, sguaiata e rituale, sostanziale e cerimoniosa. Con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti, ma è la nostra Democrazia.

Mai come oggi diviene necessario difenderla, garantirla, emanciparla, sostenerla nei confronti di tutto e per tutti.

Quest’anno l’anniversario della Liberazione assume un significato del tutto particolare, motivo di riflessione non facile per il contrasto profondo che comporta in sé.

Siamo prigionieri in casa da circa due mesi. Noi come in tutte le parti del mondo.

Ci hanno imposto e ci siamo auto-imposti il completo isolamento per evitare il diffondersi di un beffardo minuscolo virus che dal nulla ha causato una pandemia.

Mai come ora possiamo sfiorare il significato del desiderio di una liberazione. Proprio oggi che non ci è consentita nessuna forma di aggregazione e di manifestazione pubblica. Oggi che ci apprestiamo a festeggiare da reclusi l’anniversario di conquista di una libertà!

Questa volta si tratta di un nemico micidiale e invisibile, favorito nel suo propagarsi epidemico dalla complicità e dall’insensatezza di quella parte di umanità che con azzardo e arroganza si fa beffe degli equilibri naturali dell’intero globo. 

Più che mai attuale il bisogno che una Liberazione ci venga in soccorso.

Questo è certo: abbiamo una gran voglia di libertà. E un brivido ci percorre dentro…

 

P@R

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